Sacrificio
Per nove giorni e nove notti,
Wotan rimase appeso al ventoso
albero del mondo l’Yggdrasill,
e i corvi ne mangiarono gli occhi.
Sacrificò sè stesso a sè stesso
per la conoscenza e le rune.
Per nove giorni e nove notti,
Wotan rimase appeso al ventoso
albero del mondo l’Yggdrasill,
e i corvi ne mangiarono gli occhi.
Sacrificò sè stesso a sè stesso
per la conoscenza e le rune.
Ho una domanda. Secondo te, quante persone sacrificano sè stesse per sè stesse?
Temo che la paura dell’ignoto fermi molte di loro…
il sacrificio è qualcosa di molto difficile
ps. mi permetti una citazione, sul mio, di blog?
certo
Il sacrificio del singolo, attraverso la conoscenza, può diventare patrimonio di un intero gruppo e memoria collettiva
sì, Odino dona la conoscenza delle rune agli uomini.
Toc toc?
Cos’è avvenuto, qui?
nulla, è solo un’altro “qui”
Il sacrific-IO….niente di più difficile
vero, anche troppo.
il sacrificio è un gesto bellissimo…è un atto di amore che compiamo quotidianamente quando sacrifichiamo anche solo una piccola cosa per qualcuno, per qualcosa o per un ideale….
l’unica cosa che davvero lo rende stupido oltre che vano è quando l’oggetto del sacrificio stesso non lo merita….allora è una bestemmia contro la vita!
Un saluto
sono completamente daccordo.
“sjálfr sjálfum mér”
non so quanto mi piaccia la parola sacrificio, anzi lo so: non molto. eppure se provo ad andare oltre leggo una piccola sfumatura che attira la mia attenzione.
sacrificare se stessi a se stessi.
difficile.