Cambio di residenza

Una decina di giorni fa ne avevo parlato con Artemisia.
Questo blog chiude, o meglio si sposta, da qui ad un dominio mio.
Perchè?
Già una volta ho cambiato in questa maniera: il mio primo blog, il Laboratorio Alchemico, lo abbandonai per aprire questo, in quel momento presi quella decisione perchè volevo chiudere con un certo periodo, con parole che non sentivo più mie, Hertz è stato sì la continuazione del Laboratorio, ma ha anche significato una rottura con esso.
Questa volta il motivo è differente, mi sposto e porto con me tutto quello che c’era in questo blog, perchè voglio continuare su questa strada, ma cambio posto perchè ho bisogno di uno spazio che possa costruire tutto da me.
Per questo nasce Shibumi.

Spero avrete ancora voglia di leggermi, vi aspetto presto su Shibumi.

Cos’è un Blog?

Aspetta Aspetta!
Non sai cos’è un blog?
No? No?!
Dico, ma dove vivi?
Va bene, cerco di spiegartelo vuoi?Userò parole semplici, anche un barbaro cavernicolo come te riuscirà a capire.
No no, dove cerchi di andare? Siediti qui e ascolta. Anzi leggi.
Sì, che i blog son cose da leggere, da leggere, da osservare e perfino da ascoltare.
Tu, si tu, potresti aprirne uno, e con più o meno intelligenza riempirlo di qualsiasi cosa ti passi per la testa.
Perchè dovresti farlo? Questa è una buona domanda, mi stupisco che l’abbia fatta tu. Come sarebbe a dire che non hai fatto nessuna domanda? Oh…
Tralasciamo queste inezie e continuiamo: perchè dovresti farlo?
Perchè il blog è comunicazione.
A differenza dello stare rinchiuso nella tua cameretta a costruire modellini di antichi aquiloni cinesi , nell’isolamento quasi totale della tua, seppur interessante, un po’ sconosciuta passione, potresti aprire un blog, e parlarne, e parlandone, potresti conoscere persone che hanno i tuoi stessi interessi, che come te, impazziscono per trovare la perfetta colla acrilica, o le asticelle in carbonio più leggere e resistenti. Oppure potresti solo scoprire di saper riuscire a far interessare altra gente alle tue passioni.
Capisci? Il blog è comunicazione interattiva, altre persone ti ascolteranno, ti risponderanno, interagiranno con te in vari modi: commentandoti, litigando, adulandoti, incoraggiandoti e spammandoti, e in tutti i modi della comunicazione possibile.
Io questo penso, ci ho ragionato un bel po’, e mi rendo conto che non sia il pensiero più intelligente del mondo, ma è quello di cui sono convinto.
Il blog è comunicazione.
Un buon blog è buona comunicazione, cattiva comunicazione fa un cattivo blog.
Ecco, ora che sai come la penso puoi andare, tu sei un po’ meno barbaro, si fa per dire, e io ho assolto al mio compito di blogger divulgatore.
Ciao ciao, alla prossima.

 
L’idea di un meme divulgativo del blog, nasce da Luca DeBiase, io ne vengo a conoscenza grazie a Pastamista e PiùBlog.

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Colazione

«Smettila.»
«Di fare?»
«Lascia. Cornflakes o biscotti?»
«Non sono a dieta, biscotti!»
Dallo scaffale presi il barattolo del miele e i biscotti alle nocciole
«Però ti servirebbe.»
«Che cosa?»
«Nulla nulla.»
«Hai dormito bene?»
«Perché?»
«Ho sentito che t’alzavi. Due volte»
«Oh. Scusa, è che…»
«Che?»
Infilando in bocca un biscotto, con un altro in mano faci cenno di aspettare.
«Mangi sempre troppo in fretta. Fai con calma.»
«Ho fame!»
«Che significa? Non è un buon motivo per ingozzarsi come uno struzzo!»
«E che razza di paragone sarebbe?»
Bevve qualche sorso di latte, guardandomi sorrise.
«Che facciamo oggi?» chiese alzandosi.
«Non so’. Cinema?»
«Non mi va. Ci andiamo anche troppo spesso.» disse prendendo la scatola dei cornflakes dallo scaffale.
«Non avevi detto che non ti andavano?»
«Cambio idea, voglio mangiarli insieme ai biscotti.» e si risedette.
«Ma…anzi no, lasciamo perdere.»
«Andiamo a pattinare?»
«Pattinare?»
«Si. Non ci siamo mai andati insieme. E’ divertente!»
«D’accordo»
«E stasera cinese?»
«No per favore! Basta cinese! È diventato un’ossessione!»
«Non c’è bisogno che fai così. Se non ti va non andiamo, anzi lasciamo stare anche il pattinaggio.»
«E ora perché?»
«Non ti vedo molto entusiasta.»
«Non fare la ragazzina.»
«Sembra che non va mai bene se decido io qualcosa da fare.»
«Che dici? Non ho voglia di andare al cinese, solo questo, pattinare mi va.»
«Non voglio che vieni solo per farmi un favore.»
«Smettila di fare la…»
«La? Per una volta potresti anche finirla una frase no?»
«Smettiamola dai.»
«Meglio.»
«Andiamo a pattinare dopo?»
«Con la mia di macchina però.»
«Perché?»
«Se mi fai innervosire ti lascio a piedi.»
Sorrisi: «Niente cinese però.»
«Capito. Magari affittiamo un film e mangiamo una pizza qui.»
«Ci sto. Pace?»
«Si, si.»
«Dormi qui stasera?»
«Domani mattina mi porti la colazione a letto?»

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L’esperimento

«Russel, stai ancora perdendo tempo con il tuo bizzarro esperimento?»
Gli altri alchimisti non fanno che prendermi in giro.
«Sì, e il mio non è un esperimento bizzarro.»
«Hai ragione, non è neanche un esperimento!»
Ridono.
Loro ricercano formule per tramutare materiali poveri in oro, sono tutti apprendisti di famosi alchimisti, lavorano in costosi quanto fumosi laboratori.
Io cerco ben altro. Cerco il segreto della vita.
Il mio esperimento è il Crealumache.
Si tratta di uno strumento complesso, ma dall’aspetto banale di un piccolo annaffiatoio blu.
L’ho sperimentato nell’orto di casa, che funge da laboratorio: lo riempio d’acqua, poi annaffio con moderazione l’insalata, che è parte integrante dell’esperimento, poi mi allontano e torno in casa. Dopo qualche ora, ritornando vicino alle piante, si possono trovare le lumache che lo strumento ha generato.
«Vedrete quando presenterò la scoperta al Concilio Annuale degli Alchimisti, vedrete!» sogghigno.

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Cinque segreti.

Volete sapere cinque cose che non vi avevo detto di me? No? E’ uguale, oramai il post lo sto’ scrivendo.

Questo devo dirvelo, è un po’ che volevo farlo, dietro questa facciata da pseudo-intellettualoide, si nasconde un otaku.
Sì, divoro fumetti, e cartoni. Sopratutto giapponesi, ma anche cose di casa nostra.

Un’altra cosa che mi pare importante dirvi è che non mangio formaggi, di nessun genere, esclusa la mozzarella sulla pizza. Poi la pizza mi fa sentir male, mi si gonfia la pancia e un sacco di altri effetti collaterali, però me la mangio lo stesso. Con la mozzarella sopra, che è l’unico formaggio che mangio.

E’ giusto poi informarvi che pressoché quotidianamente ingaggio lotte serrato contro mio fratello. Non sono liti e non sono a parole. Lottiamo, per il gusto di farlo. Questo da anni. Il fatto che anche lui abbia incominciato da un pò, come io faccio da anni, a praticare judo, non ha migliorato la situazione. Ce le diamo il doppio. Sta diventando molto forte, devo stare attento…

Ne parlavo giusto stamattina con Artemisia: non è che abbia tutti questi stravizi, perciò è normale che l’unica volta che mi sia ubriacato veramente, che mi sia addormentato ubriaco prima in una macchina dove nessuno riusciva a trovarmi, e poi in un bagno, dove ancora nessuno riusciva a trovarmi, è stato per una ragazza.

Per la stessa ragazza poi, ho perso un’intera sessione di esami.

Dovete lo svelamento di questi enormi segreti a Pastamista, che probabilmente non sapeva del mio vizio di stramaledire chiunque cerchi di coinvolgermi in catene e simili.
Non maledico questa volta, no. Perché? Andate sul suo blog e leggete la storia del vitello.

Un altra cosa, non mi sto dimenticando, non ho alcuna intenzione di passare a nessuno questa cosa.

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Sondaggio per, magari, riflettere

Cercando di capire.

Qui vi elenco i miei racconti, che chi mi segue da un pò avrà già letto, per chiedervi collaborazione: quali sono i tre racconti, in ordine di gradimento, che più vi sono piaciuti? Qual’è, al contrario, quello che avreste proprio bruciato?

Questo piccolo sondaggio, spero, mi aiuterà a fare mente locale su ciò che vi piace, sui vostri gusti, e su ciò che mi riesce meglio e peggio.

La congiura; Dolci confini; Colloquio di lavoro;

Il riflesso; Il doppione; Il prossimo vino;

Antidoto; Il minotauro; Sembra semplice;

Respiro; Non c’erano assolutamente occhi; Il ladro di mondi;

Storie di mondi; Pesci tropicali; Il Tempio;

Lontananze che s’avvicinano; La stanza e la fessura; Foglie;

L’epistola; Nella grotta; InizioFineInizioFine;

La medesima cosa

Posso iniziare io, le mie preferenze vanno a: Antidoto, Il Tempio, Il prossimo vino; il racconto che non vorrei aver mai scritto invece è Il riflesso.

[Update]: Il sondaggio no ha avuto molta fortuna, pubblico comunque i risultati:

Primo posto, pari merito: Respiro, Il Tempio

Secondo posto: Antidoto

Terzo posto, sempre pari posto: Il Minotauro, Non c’erano assolutamente occhi.

Il sondaggio però è comunque ancora aperto, i risultati che ho ottenuto da così pochi voti mi sono poco utili, rignrazio comunque chi ha gentilmente partecipato.

La congiura

Nella nera cattedrale lo attendevamo nascosti all’ombra delle statue di dèmoni.

Pater Noster, qui es in caelis, sanctificetur nomen tuum…” bisbigliava il secco alla mia destra.

Ascoltando quella litania in latino, mi venne in mente un passo dell’Apocalisse di San Giovanni, lo ripetei ad alta voce: “ex tenebris oritur lux, dalle tenebre scaturisce la luce”.

“Sgozzalo, dobbiamo essere sicuri che gridi il meno possibile.” Diceva l’uomo barbuto al più giovane fra di noi, che era stato scelto come boia. Era visibilmente impaurito, respirava affannato, singhiozzava quasi. Attorno a lui oltre all’uomo che continuava a dargli istruzioni su come afferrare il coltello per essere sicuro di non farselo sfuggire, c’erano altri due, uno dai capelli unti e l’alito puzzolente, l’altro vestito come per la caccia alla volpe.

Lo incoraggiavano ripetendo che uccidendo il traditore sarebbe stato un eroe, avrebbe aiutato il popolo.

Avevo conati di vomito nell’ascoltarli. Come potevano credere a quello che dicevano?

L’uomo che avremmo ucciso era sicuramente odioso: un meschino approfittatore, un ladro, un delatore, un assassino; ma noi non eravamo da meno, non saremmo mai stati più che questo.

Sentimmo dei passi davanti al portone, ci nascondemmo silenziosi, in attesa.

I passi proseguirono. Non era ancora l’ora.

Il verso acuto di una civetta mi fece trasalire, lo sentii proprio sopra la mia testa. Doveva avere il nido su qualche cornicione, o nella bocca di una gargolla.

Un tizio con un cappello sgualcito mi offrì una fiaschetta che puzzava d’alcool “Per brindar alla vittoria” disse; rifiutai semplicemente voltandomi dall’altra parte, avrei ucciso anche quell’idiota se avesse insistito.

Passi.

Ci nascondemmo nuovamente. Entrò nella grande navata il condannato, insieme al nostro complice che l’aveva trascinato lì.

Lo assalirono, lo immobilizzarono, mi feci avanti guardandolo negli occhi.

Enunciai il verdetto.

Il giovane ragazzo lo colpì ferocemente, del sangue mi schizzò in faccia.

Lasciammo il corpo a dissanguarsi sul pavimento decorato.

Fuggimmo silenziosi nella nebbia, ognuno senza voltarsi, ognuno senza sapere i nomi degli altri, così da non poter tradire o essere traditi.

 

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Falsi ricordi

Irene mi racconta spesso di quando frequentavamo la stessa scuola elementare. Mi racconta che lei aveva una cotta per me e dice che capitava che mi seguisse perfino, quasi fino a rincorrermi, e che io scappassi.
Io per la verità non mi ricordo niente di ciò. In realtà il primo ricordo nitido che ho di lei è quando già da più grandi, verso i dieci, undici anni, sul muretto davanti a casa mia, ci scambiavamo i libri.
Però ho finito per sentire così tante volte la storia del ragazzino rincorso che ho finito col formarmi un falso ricordo. M’immagino affacciarmi appena dalla porta dell’aula per vedere dov’è appostata quella terribile bambina.

Strano no?

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Lavori in corso

Sto’ ristrutturando qua e la il blog.
Ho notato che visualizzandolo con il browser Firefox, appare normalmente e non ci sono problemi. Usando Internet Explorer invece di problemi ce ne sono, la sidebar sparisce dal suo giusto posto (a destra), per ricomparire in disordine in basso a sinistra.


Vi chiedo perciò se avete un po’ di tempo di farvi un giretto, cliccare sui vari link, e bottoni, insomma testarlo un po’ e poi dirmi se anche voi avete trovato qualcosa che non va, o anche solo qualcosa che non vi piace.

Io intanto provo a rimediare, anche se ho poche speranze…

[ Update ]: Il problema dovrebbe ora essere risolto, vi invito comunque a segnalarmi altre cose che non vanno. Se avete poi suggerimenti, riflessioni, commenti, critiche, sulla nuova grafica ditemi pure.

Approfitto per fare a tutti gli Auguri di Buon 2007!

Giochi e delitti

Per la strana blogosfera, impazza un nuovo gioco, in realtà di gioco non si tratta, ma di una semplice catena.
Io personalmente maledico sette volte, in sette lingue diverse, chiunque mi inviti a partecipare a una di queste cose, però, sarà che mi chiama in causa Artemisia, sarà che un senso questo giochino ce l’ha, questa volta lo faccio, ma cambio un po’ le regole.

Vado a pagina 123 del libro più vicino a me, che è anche il libro che sfoglio in questi giorni, riporto le prime cinque frasi, o forse qualcosa di più:

“Quando anche la sesta vacca era caduta emettendo il suo muggito di morte, ai piedi del Re, nel cortile apparve Eichbaum con solo la biancheria intima che gli domandò:-A cosa ti gioverà tutto questo, Benya?-
-Se non ho i miei soldi, Monsieur Eichbaum, non avrete le vostre vacche.E’ così semplice.-
-Vieni dentro, Benya-
E trovarono un accordo. Le vacche massacrate furono divise equamente fra di loro e a Eichbaum venne garantita l’integrità dei suoi possedimenti persino con una garanzia scritta con tanto di sigillo. Ma la meraviglia giunse in seguito. [….]”

Il libro è una raccolta di racconti noir, Delitti d’autore, il racconto da cui è estratto il passaggio e Il Re di Isaac Babel.
Me lo hanno regalato, lo avrebbero buttato, invece io vi ho scoperto alcune perle.

Qui cambio la regola, non passo a nessuno il testimone, mi dispiace.

-Avete notato come questi giochini si ripresentino a ondate misteriosamente regolari?-