L’epistola

Durante il settimo anno del signore l’epistola di Longino a suo fratello Eridano, monaco presso gli Esseni del Mar Morto, venne smarrita poichè quasi certamente l’emissario venne assalito da predoni e ucciso.

Quattro lustri più tardi una lettera con apposto il sigillo delle legioni di Roma venne data in cambio di carne di serpente all’eremita Nicola, aborrito e maledetto da tutti i retti fedeli del Cristo.

Il governatore di quelle remote terre era in quegli anni il venerabile Lucrezio che aveva studiato gli astri presso i sacerdoti di Ishtar. Gli giunsero voci preoccupanti, un nuovo culto persuadeva innumerevoli proseliti.

Lucrezio era uomo saggio, sapeva bene che in quelle terre nuovi profeti prendevano il posto di quelli di ieri presto dimenticati. Non si preoccupò neanche quando gli riferirono che il culto adorava il Cristo.

Dovette ricredersi mesi dopo quando la sua città era oramai in rovina. Nè più un uomo comprava del vino, nè della carne, le stoffe pregiate che erano state merce di scambio con le tribù nomadi del deserto rimanevano a marcire nei bauli mangiate dai topi.

Lucrezio vide tre dei suoi comandanti abbandonarlo per seguire Nicola nel deserto.

Il culto, grazie al carisma del fondatore, come un morbo aveva infestato quelle terre inospitali.

I fedeli lasciavano ogni cosa, rinunciavano al buon cibo ed al vino, alla lussuria del corpo, al gioco e ai denari, per camminare a piedi nudi sulle pietre aguzze.

Nicola prometteva la purificazione, la catarsi dello spirito, da cui sarebbe derivata l’atarassia e la comunione con Dio.  Prometteva che avrebbe mostrato la vera strada che era stata percorsa dal Cristo.

Dalla voce abominata di quel santo esecrato si udiva dire che il Nazareno aveva voluto la sofferenza, che l’aveva agognata e l’aveva goduta, che Pilato e Giuda, i ceturioni e i sommi sacerdoti, non furono artefici della sua morte, ma strumenti della sua resurrezione.

Nicola parlava così, ed induceva i suoi seguaci al rifiuto di ogni piacere della carne, a ordire cospirazioni contro i propri fratelli, a rifiutare aiuto e a dispensare disprezzo, a respingere il bene e a procurare il male, a godere della privazione e del dolore.

I pochi scampati alla strage ricordavano Nicola storpio delle ferite che si era inflitto, e magrissimo per il duro digiuno che praticava, ricordavano molte lacerazioni infette, il suo corpo che aveva odore di carogna, e che avesse ormai perso completamente la vista.

Lucrezio armato di quella pazienza che solo chi è sul letto di morte può avere mandò un messaggero presso Nicola; lo torturarono e lo rimandarono indietro dopo averlo evirato.

Fu a quel punto che Lucrezio ordinò a cento mercenari che si dichiaravano ancora ittiti, di montare sui loro veloci cavalli e di porre fine al culto. Li pagò in anticipo con il proprio denaro, poichè si sentiva in colpa per non aver agito prima.

Poi furono solo frecce, spade ricurve e sangue.

Il giorno seguente i corpi vennero sepolti in una fossa comune.

A Lucrezio venne consegnata una lettera scitta in latino, la reliquia del culto.

In un passo dello scritto, che fu subito bruciato, era riportato: “…durante la notte, dopo che lo ebbero torturato e schernito, dopo che lo ebbero crocifisso, Egli pronunciò queste parole, non so se a me o a se stesso: -La carne è l’orrenda prigione dello spirito, solo l’anima forte può sottrarlesi, il dolore è solo la debolezza che espelliamo dal nostro corpo, così ci liberiamo dall’essere mortali. Il male è lo strumento di Dio per salvare gli uomini…”

-Avevo già pubblicato questo racconto qui, l’ho fatto di nuovo, senza apportargli modifiche di vero peso; non credo succederà con altro.- 

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6 comments so far

  1. A. on

    Mi piace. Che altro sai di Longino? Mi interesserebbe approfondire.

  2. Hertz on

    Qualcosa sò del centurione che trafisse il costato di Gesù, di leggende sul suo conto ve ne sono molte, alcune più, altre meno interessanti. Anche sulla sua lancia, ci sarebbe molto da dire, un ogetto che, si dice, passò per le mani di moltissimi conquistatori, e che perfino Hitler cercò di recuperare.
    Come al solito per tutti i miti e le leggende sarebbe molto bello approfondire.

  3. Ombra on

    Una lettura davvero interessante.

  4. Hertz on

    Grazie molte 🙂

  5. marni on

    Sono sempre di fretta ..accipicchia!!!!! ;-/ Mi riservo di leggere atttentamente ..mi interessa..per ora un saluto 🙂

  6. […] L’epistola; Nella grotta; InizioFineInizioFine; […]


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