Pesci tropicali

-Ti chiamerò.- E riattaccò, poi aggiunse un forse, mentalmente.

Aveva noia, noia di sè, noia di lei, noia degli altri, degli amici, di suo fratello, con cui aveva appena finito di parlare.

Buttò giù per la gola un bicchiere di coca, sì, sarebbe stato più adatto del wiskhy, ma non beveva con convinzione in compagnia, figurarsi da solo.

Non era andato in ufficio, era il terzo giorno consecutivo, aveva finto una malattia agli altri e un pò a sè stesso, Filippo l’aveva chiamato per sentire come stava, come al solito però la discussione era scivolata sui suoi problemi in famiglia, con il padre con cui non parlava da mesi, con la moglie quasi ex, che viveva ancora in casa con lui, ma che lo considerava poco più di una fastidiosa pianta d’appartamento, e su tutto il resto. Odiava quelle discussioni, non tanto per il tono di predica e ammonimento che sentiva nella voce del fratello, aveva imparato a stemperarlo con delle risatine nervose qua e la, ma perchè erano le stesse ormai da troppo tempo.

Aveva dei problemi,- e allora? Molti ne hanno, anche peggio dei miei-. Si consolava, – Solo perchè non rientro nei canoni di perfezioni imposto chissà da chi dovrei aver bisogno di morali, di bravi consiglieri, di uno psicologo? –

Forse, aggiunse mentalmente.

Di certo non era così stupido da pensare che quelli non fossero realmente problemi, ma di certo non era così stupido da farne di più grossi di quello che in realtà erano.

Il problema reale, pericoloso, era la noia, era quella contro cui aveva deciso di combattere in quei tre giorni di relativa clausura.

Aveva letto Baudelaire: – fra i mostri strepitanti, urlanti, grugnenti, striscianti,

nel serraglio infame dei nostri vizi,

uno ce n’è più orribile, più malvagio, più immondo!

Benchè non lanci alte grida nè faccia grandi gesti,

ridurrebbe la terra ad un misero resto

ed in uno sbadiglio inghiottirebbe il mondo!

E’ la Noia. – L’aveva imparato a memoria, e lo recitava come un mantra, vi rifletteva e ne discuteva ad alta voce tra sè e sè, gli sembrava che i pensieri del poeta ed i suoi, in molte parti si toccassero.

Uscì di casa, prese l’autobus, non voleva spendere troppo con il taxi; scese alla stazione.

Scelse una destinazione lontana, ma sopratutto una città che non aveva mai visitato, non stava fuggendo, e non s’illudeva, sarebbe tornato, ma era qualcosa che doveva fare, stare un pò di tempo lontano dall’acquario e non pensare neanche per un pò agli altri pesci tropicali che c’erano dentro.

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20 comments so far

  1. Andrea on

    Ciao, ti mando questo commento che non centra dirattemente con la tua metafora sui pesci tropicali, ma te lo mando perchè tu che parli di pesci tropicali m’ha riportato alla mente il brevetto da Sub e la bioluminescenza:
    …………………………………………
    “Acqua, onde, schiuma, vento e sole, sopra la superfice del mare…
    Sotto anelanti e mobili forme di vita”.
    …………………………………………
    Sto ripensando al tuo post TEMPIO: “notevole”.

  2. Hertz on

    le profondità marine m’hanno sempre affascinato molto.
    i tuoi commenti sono sempre graditi 😉

  3. Lucia on

    Per allontanarsi dall’acquario dove si deve atterrare?

  4. Hertz on

    in qualunque posto lontano e mai visto

  5. MasticaNOTTE on

    uscire dall’acquario per finalmente respirare fuori dall’acqua

  6. lilly lilly on

    … illusioni colorate e piacevoli sensazioni di permeabilità a tutto ciò che accade e che può ancora accadere..

  7. Hertz on

    -> masticanotte, prendereuna boccata d’aria

    -> lilly, permeabilità o impermeabilità? davvero non saprei 🙂

  8. lilly lilly on

    … forse la prima dà qualcosa in più… forse esprime partecipazione con quello che si guarda o semplicemente ascoltiamo… permeabilità come un entrare dolcemente..

  9. Hertz on

    sicuramente, ma con la permeabilità non si rischia anche di farsi ferire?
    cerco un equilibrio, gli estremi mi respingono.

  10. lilly lilly on

    … può darsi… ma perchè cercare fuori quello che già ti appartiene? l’interiorità non respige a meno che tu non lo voglia…

  11. ape on

    mi piace questo blog sempre più.

  12. Glun on

    Prima o poi tornerà….( forse, mi dico mentalmente)
    Complimenti….bellissimo e inteso post…
    deliziaci ancora.
    un saluto

  13. Hertz on

    -> lilly, credo che l’interiorità respinga, e sia anche molto decisa nel farlo

    -> ape, ti ringrazio

    -> glun, tornerà. Grazie.

  14. astralla on

    I forse e la noia spengono il mondo, e lo rendono davvero un’acquario pieno di pesci tropicali…che non sanno nemmeno di essere meravigliosi!

  15. alessandro on

    bella questa fuga, stirata quasi all’ultimo rigo.

  16. marni on

    Illusioni uscire dall’acquario..ci sono altre pareti di vetro che ci contengono e sono quelle che abbiamo dentro di noi, le nostre regole, le nostre convinzioni, gli occhiali con i quali guardiamo il mondo…quanto alla noia recitata come un mantra …lasciamola al mitico Baudelaire…

  17. Hertz on

    -> astralla, sulla noia sono daccordo, sui forse non saprei

    -> alessandro, grazie.

    -> marni, uscire daglio acquari è utopistico, lo sò.

  18. raffaele on

    cioao a tutti siete grandi rendetelo sempre piu bello questo forum

  19. fiammablu on

    ok, io ho oppure evevo 1 pesce tropicale femmina insieme ad 1 maschio questa femmina nn si muoveva quasi restava tutto il giorno appogiata contro 1a pianta e non nuotav nemmeno 1 po solohe oggi all mio risveglio non l ho piu vista è da 4 re che cerco ma nemmeno l ombra non e che i pesci pulitori se la sono sbaffata ho 2 pesci politori di fondo e 3 appen nati di vetro a ma sembra assurdo ma non la trovo piu
    help!!!

  20. fiammablu on

    srivetemi la mia e-mail è fiammablu_rn@hotmail.it


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