Antidoto

-Proprio così.-

-Vuole dire che è così semplice? Così casuale?-

-Esattamente, nessun complicato meccanismo, siamo noi, drogati di noir e gialli che gli abbiamo dato senso; il referto del medico legale parla chiaro, è morto avvelenato, tetradotossina.-

-Di che composto si tratta?-

-Veleno estratto dal pesce palla, sai come nei film: servito per cena, crudo, sushi, insieme a salmone, tonno, gamberetti, riso e quant’altro. Ha mangiato abbondantemente, e lei con lui; hanno bevuto sakè: dai test alcolemici risulta che dovesse essere anche un po’ brillo quando si è ritirato nel suo studio.-

– E lì chiusa la porta a chiave per avere intimità s’è messo a lucidare la sua collezione di armi da fuoco.-

-Proprio come nel più classico dei gialli.-

-Sì. Prendiamo un altra birra?-

-Certo. Scusi ce ne porterebbe altre due? Grazie.-

-E’ stato allora che lei è uscita giusto? Ha preso la macchina, e s’è diretta fuori città.-

-Splendida auto, Lamborghini Murcielago, non che se ne vedano molte in giro; davvero
splendida.-

-Non mi ci faccia pensare, per gente come me quel genere di gioielli sono solo sogni.-

-Sà, in garage c’era anche una Ferrari, quell’uomo non badava a spese per la sua giovane mogliettina, lui con il diabete non poteva guidare. Ma lasciamo perdere i sogni, macchine da trecento all’ora e modelle come mogli, ritorniamo al resoconto.-

-Sì; dicevamo: l’uomo è nel suo studio, ha anche messo su un po’ di musica, Bach, poi dopo…quanto tempo?-

-Dodici minuti circa, dall’esame autoptico non si è riusciti ad essere più precisi.-

-Insomma dopo dodici minuti il veleno fa il suo effetto, l’uomo crolla a terra con  la Beretta calibro 9 in mano, parte un colpo che gli perfora la tempia. Casualmente.-

-Proprio così, casualmente. Il sangue sgorga abbondante sul parquet raggiunge la
porta e la oltrepassa bagnando anche il corridoio.-

-La figlia rientra a casa poco dopo giusto? E’ lei che s’accorge del sangue, prova ad entrare ma trova la porta chiusa a chiave, e chiama la polizia.-

– E’ così; i primi agenti arrivano e sfondano la porta. Ed ecco lì il cadavere.-

-E chiamano noi.-

-Era un chiaro caso di suicidio, porta chiusa, colpo alla tempia, però…-

-Però l’uomo era felice, ricco, bella moglie, una figlia modello, e soprattutto la cosa meno chiara: dov’era la consorte?-

– Dall’amante supponiamo, e ce lo conferma la figliastra, che sa della storia e conosce il tipo.-

-Perciò abbiamo pensato: omicidio.-

-Sbagliando. La moglie infatti quasi contemporaneamente al marito subisce gli effetti
del veleno, che le provoca una paralisi cardiorespiratoria, lei è ancora in macchina, sbanda e finisce in un canale sul lato della strada.-

-Dei tizi passano giusto poco dopo, si accorgono dell’auto e chiamano i soccorsi.-

-Ironico, abbiamo pensato, lei ammazza il marito, magari per l’eredità o per l’assicurazione, ma muore a sua volta in un incidente mentre si reca dall’amante.-

-Quel poveraccio l’abbiamo anche interrogato per tre ore, era logico che fosse coinvolto, doveva sapere qualcosa.-

– Eh sì, abbiamo smesso quando è arrivato il referto dell’autopsia.-

-Scusi signorina, ci porta il conto? –

-Il cuoco l’abbiamo arrestato subito dopo: omicidio colposo, il giapponese aveva falsificato il suo diploma, non era abilitato a preparare il fugu, il pesce palla appunto, ma ha rischiato perchè la vittima lo aveva preteso, e pagato molto. Le analisi dicono che aveva fatto quasi tutto alla perfezione.-

-Una questione di casualità.-

-Casualità, esattamente.-

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14 comments so far

  1. francesco on

    in questi giorni ci sto pensando spesso, alla casualità, e questo racconto mi è piaciuto molto

  2. Hertz on

    Ti dirò la verità, per me la casualità non esiste

  3. francesco on

    a dire la verità, anche secondo me, il problema è che non mi è chiaro cosa metterci, al posto della casualità

  4. astralla on

    Scorcio degno di un buon libro….La casualità è una cosa già scritta…

  5. metrovampe on

    Hertz crede dunque al Destino??

  6. aitan on

    destino, caso o caos che sia
    è piaciuto molto anche a me

  7. Hertz on

    -> francesco, io qualcosa ci metto, però vale solo per quelli che vogliono fare il lavoro che vorrei fare io

    -> astralla, sempre gentile 🙂

    -> metrovampe, certo che no, se dovessi scegliere fra Destino e casualità sceglierei casualità, il Destino (qualcosa di scritto, imprescindibile, inalterabile) è un’idea intollerabile. Ci sono terze alternative, anche se speso le trascuriamo, è uno dei dilemmi eterni della filosofia ( ora trascurato ).

    -> aitan, ti ringrazio 🙂

  8. metrovampe on

    come lo vedi il libero arbitrio tra le “terze alternative”?

  9. Andrea on

    “Uomo… appartieni al destino. Educa gli stati d’animo”
    Ciao, Andrea Q.

  10. zop on

    di solito nei ristoranti giapponesi ti avvelenano con il polonio… o era pollo?

  11. Ricky on

    ummm…io, dal punto di vista della mia opinione, ti dico che il caso è padrone di tutto…e ricercare un ordine in tutto ciò è solo una perdita di tempo ed idee…ma, ovviamente, è solo un’opinione…
    un saluto!!!

  12. Henry on

    e se l’avvelenamento fosse la causalita’?
    se davvero fosse solo un caso di suicidio (di qualcuno che sarebbe comunque morto a causa del pesce)?
    oppure fosse davvero un omicidio che la presenza del veleno in entrambe i corpi nasconde con un velo di casualita’?

    come sempre i tuoi racconti sono labirinti…che ti prendono e non ti lasciano uscire…

  13. Hertz on

    -> metrovampe, libero arbitrio? non sò, del resto è tutta una questione di definizioni

    -> andrea, l’uomo deve farlo, sopratutto quello che lo sà

    -> zop, pollo per i ristoranti cinesi, polonio per quelli giapponesi! 🙂

    -> ricky, sò che la tua opinione è quella, non potrebbe essere altrimenti 🙂

    -> henry, la casualità può essere applicata a qualsiasi degli eventi del racconto, i due investigatori danno solo la loro interpretazione, stà al lettore intelligente vedere il labirinto 🙂

  14. henry on

    😉


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