Il doppione

E lo vidi! Altroché!
Voglio dire: come avrei potuto non notarlo?
Identico, era come guardare una propria fotografia venuta male: diamine, sei brutto che fai schifo, però sai di essere tu!
Capite, io ero lì, tranquillo ascoltando il mio nuovo cd degli Arctic Monkeys e mi vedo davanti un tipo uguale identico a me, però lui al posto del lettore cd vecchiotto ma ancora perfettamente funzionante ha uno di quei lettori mp3 di ultima generazione, quelli che oltre a farti ascoltare la musica ci puoi vedere le foto e i filmati e anche scaldare il caffè. Sì insomma, tranne questo invidiabile particolare, lui è identico a me, sta’ aspettando qualcuno? Non sò, ma non mi ha notato perché guarda in un’altra direzione; mi avvicino di soppiatto.
– Ciao – dico, e lui si volta, uno, due, tre secondi e poi, evidentemente, realizza che siamo identici.
– Ma….-
– E sì, hai visto? Proprio come una figurina e il suo doppione.-
Mi guarda ancora più perplesso, che non abbia capito il paragone? A dir la verità non so come mi sia uscito di bocca.
– Tu sei uguale a me!- dice, voglio dire è pazzo?
– No, non hai capito mi pare, TU sei uguale a me! –
– Ehi! Come ti permetti di darmi della copia! Io sono l’originale! –
– Ah sì? Allora vediamo: cosa stai ascoltando? –
– Le hit dell’inverno, chiaro! –
– AHAHAH! Il me originale non può che ascoltare solo rock! L’originale ascolta sempre rock, sì sà!-
– Davvero? E chi l’ha inventata questa regola? No perchè non mi pare che nella letteratura del doppio esista una cosa del genere, mi sembra un pò campata per aria…-
– Eh, che c’entra la letteratura? Non è mica un racconto questo, è la realtà!-
– No. Questo è proprio un racconto invece, l’ho scritto io, per questo lo sò!-
Il doppione voleva farmi credere che la situazione fosse solo un racconto e io un personaggio inventato, era pazzo naturalmente, mi veniva da ridere al solo pensarci, ahah.
– Senti, sottospecie di pazzoide, non ho idea di cosa ti sia fumato stamattina, ma ora cerca di fare il serio e risolviamo la situazione, su forza, facciamo a pugni, dai!-
– Eh no! Sei proprio violento come avevo scritto! Io non faccio a botte con te, non ci penso neppure.-
Detto questo se la diede a gambe levate, veloce come il vento, ma io mica ero lì per farmi prendere in giro da una stupida sottomarca di me stesso, gli corsi dietro.
– Fermati maledetto codardo! –
Fortunatamente dopo duecento metri l’altro dovette rallentare perchè c’era in corso una manifestazione contro il governo che attraversava la strada, così lo raggiunsi.
– Ecco…ora…so-no…- avevo il fiatone.
– Ti senti bene?-
– Lasciami perdere impostore! Stò benissimo e ora vedrai!-
– Aspettaaspetta! Ti dimostro che ti ho creato io e che questo è un racconto va bene?- acconsentii, ma solo perchè dovevo recuperare dalla corsa, il maledetto doveva essere allenato nelle fughe, non sembrava affatto stanco.
– Allora, vediamo un pò, nel tuo portafoglio non c’è un soldo.-
– Bello no, è troppo facile, io non ho mai soldi nel portafoglio.-
– Aspetta allora, ora saremo, non sò, verso la cinquantesima riga, perciò fra poco tu dovresti dire: “Basta con queste scemenze” e poi dovresti partire con un pugno.-
Era proprio quello che volevo dire, l’imbroglione era abile con questi trucchetti, non dissi niente ma un pugno sul naso glielo tirai.
– Razza di…Io ti ammazzo!- disse così rialzandosi da terra e attaccandomi, un attacco frontale, povero stolto!
Inaspettatamente mi colpì alla mascella, barcollai, evidentemente stavo pensando troppo, dovevo concentrarmi sul combattimento.
– Fatti sotto – dissi, e lui mi si scagliò contro.
Ci azzuffammo per diversi minuti, quando stremati entrambi ci lasciammo eravamo malconci, lui di più però, forse.
– Ecco, hai visto, se tu fossi l’originale, quello che m’ha inventato e io solamente una copia avresti dovuto battermi senza difficoltà!- gli dissi in tono di sfida.
– Ma sei proprio tonto eh?! Non sai che in questo genere di racconti il clone ha sempre la stessa forza dell’originale!?-
– Sì, bella scusa.-
Poi, come un’orda barbarica, senza forma, solo grida e gambe e braccia che si agitano, la marea dei manifestanti contro il governo ci travolse! Quando riuscii a liberarmi non rintracciai più l’altro, era sicuramente scappato! Aveva avuto paura, ma se lo ritrovo, so io che fargli, impostore!

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8 comments so far

  1. Ofyp on

    ma che spettacolo! wow!

  2. Hertz on

    graz! 🙂

  3. Matteo on

    è uscito il nuovo degli arctic monkeys e quando?

  4. Hertz on

    ehm, no purtroppo, è solo il mio nuovo cd, ed è degli arctic monkeys, non è il loro nuovo album.

  5. henry on

    sai come mi sia fatto spesso ispirare dal tema del doppio, sia nelle mie poesie che ne l’altra.
    di questa tua variazione mi piace il registro comico con quella scazzottata finale alla bud spencer e terence hill.
    molto divertente e labirintico quanto basta ;).

  6. Hertz on

    questo racconto ha un doppio, leggerete anche quello 😉

  7. henry on

    mmm…chissa’ perche’ ma me lo aspettavo….

  8. […] congiura; Dolci confini; Colloquio di […]


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