Archive for the ‘Elementi Irrazionali’ Category

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E qui, dietro le quinte, quando non è ancora aperto, gli alimenti vengono catalogati ed etichettati, vengono sistemati ordinatamente negli appositi scaffali, ed è difficile che di lì si muovano, agli addetti del supermercato non piace affatto che capiti quello che loro credono essere un casco di banane vicino a del gorgonzola.

– Ispirato da questo post – 

Musica da toccare

In una musica solo da toccare non sarebbero importanti le note per sè, ma le pressioni, le vibrazioni che quelle frequenze esercitano sulle molecole del corpo, sulla pelle tutta.

Caos

L’Ordine è solo uno degli infiniti istanti del Caos.

Spazio del sentire

Ad ogni persona può essere attribuita una porzione di spazio, detta spazio del pensiero.

All’instaurarsi di un dialogo, fra due o più persone, un dialogo che sia tale, che non sia una semplice conversazione, ma che sia confronto e messa in gioco delle parti, gli spazi del pensiero di ognuno vengono a collidere, da questa collisione non si genera uno spazio solo come somma delle parti singole, ma di dimensioni maggiori, quanto più è maggiore l’interesse allo scambio, all’avvicinarsi, delle parti in causa.

Tale nuovo luogo, è detto spazio del sentire, una dimensione nuova, dove è possibile il generarsi di nuovi pensieri.

– Scritto ispirato dal commento di Lilly al post precedente. –

Dell’ Eros e d’altri demoni

Nell’accezione classica del termine, demone indica la personificazione di una forza superiore all’uomo, essa non ha connotazioni necessariamente negative, al contrario di quello che l’iconografia medievale cristiana ci ha insegnato; i demoni possono essere i numi tutelari di un luogo o entità che governano particolari energie.

L’Eros che conosceva la cultura greco-romana è un demone.

L’energia d’Eros è una forza attrattiva e armonizzatrice, una forza che agisce sull’uomo coinvolgendo anima e corpo.

Prerogativa di Eros sono sicuramente sensualità e sessualità, intese come elementi complementari, nell’esperienza prodotta da Eros non possono essere scisse, l’una coinvolge l’anima, l’altra il corpo, l’una richiama l’altra.

L’esperienza solo sessuale, o solo sensuale, dell’Eros – posto che possa esistere -, non è la voce del demone o del dio, ma solo un tentativo di costringere un’esperienza emozionale totale nelle categoria della ragione.

Il passaggio dal secoli di oscurantismo su tutto ciò che riguardava l’Eros, alla totale liberazione dei costumi negli anni 60′, ha favorito l’illusione che Eros significhi sesso; il mito dell’individualismo invece ha prodotto l’idea che l’esperienza erotica sia esperienza individuale, si cerca nell’Eros, o meglio in quello che ne è rimasto, nel sesso, lo stesso piacere personale ed individuale, che si ricerca nel successo, nella fama, nella ricchezza.

Dovremmo saper ritornare a bere nelle acque di Eros, riappropiandoci sia della sessualità che della sensualità, possiamo farlo imparando a conoscere il nostro corpo e la sua fisicità e il nostro mondo emozionale, e a non considerarli come mondi separati, ma come luoghi interconnessi.

– Ispirato da L’esperienza del corpo, un grazie a Masticanotte e ad Andrea

Solo la superficie è semplice

– Di cose semplici non ne esistono, sono assolutamente sicuro.-

– Ma che dici? Quasi tutte le cose sono semplici! Voglio dire: mica si tratta di fare la dimostrazione matematica dell’ultimo teorema di Fermat! –

– Vedi che non hai capito. Dai, fammi un esempio di qualcosa che secondo te è semplice, ti dimostro il contrario.-

– Mangiare una mela è semplice, ecco.-

– Per niente, hai idea di quanto sia complesso l’apparato digerente di un essere umano? Poi apparte questo ti rendi minimamente conto di quanti passaggi fà una mela prima di arrivare alla tua bocca, insomma dal coltivatore al fruttivendolo? Non è semplice dammi retta…-

– Allora aspetta…che mi dici dello scrivere? Si impara quando si è ancora bambini, è semplice no?-

-Ma quando mai! Impieghiamo anni per padroneggiare la lingua in modo da poter scrivere senza errori, e a dirla tutta non finisce lì, credi che basti sapere la grammatica per essere Shakespeare, Baudelaire, Kafka, Borges o Hemingway?

– Cioè insomma mi vuoi dire che non c’è proprio niente di semplice? E allora com’è che sembra? –

– Probabilmente il nostro cervello non potrebbe mai prendere in considerazione tutta la complessità che ci circonda e ci compenetra, perchè ciò ci atterrirebbe, così la trascura, e noi possiamo vivere tranquillamente in quello che chiamiamo semplicità-

Il paradosso di Euterpe

Quando la densità del fluido raggiunge il cosiddetto livello di soglia si ha quel particolare fenomeno che Euterpe definì come paradosso.Nel momento in cui le onde che compongono il fluido hanno massima energia esse, per usare un’espressione di Euterpe “rubano il silenzio soffocando qualsiasi rumore”, ed egli definisce il fatto “terribile e al contempo sublime”.

Di come specificamente il fenomeno si verifichi non ci sono spiegazioni certe, sono state proposte diverse teorie, tutte ugualmente possibili, tutte ugualmente fallaci.

In attesa che venga risolto l’enigma non ci resta che godere di questo fenomeno che, come ebbe a dire Euterpe con un’espressione poetica, “ha il potere di rendere i pensieri leggeri come l’aria”

– Per meglio comprendere:

Primo teorema di Euterpe

Secondo teorema di Euterpe

Flussi e traiettorie

Il flusso psichico è un movimento incostante, non uniforme e mai rettilineo.

Le sue traiettorie, le sue geometrie misteriose, non obbediscono ad alcuna legge, e spesso non risultano neppure facilmente localizzabili.

Il secondo teorema di Euterpe

Euterpe sviluppa il suo secondo teorema basandosi su considerazioni fatte attorno ai moti browniani.

Avendo dimostrato nel suo primo principio che le molecole componenti il fluido sono presenti ovunque in natura egli ne ricava che ciò che è comunemente detta natura – o mondo – sia letteralmente immerso nel fluido.

L ‘intero mondo empirico è perciò sottoposto a moti browniani, ad urti cioè, con le molecole del fluido.

Constatato ciò Euterpe dimostra come sia il fluido a generare tramite questi, all’apparenza impercettibili, urti, ogni genere di moto.

– Qui il Primo teorema di Euterpe

Bottiglia di Klein

Se volessimo avere una rappresentazione geometrica della psiche potremmo, forse, paragonarla ad una bottiglia di Klein. Tale superficie, non perfettamente rappresentabile nello spazio euclideo a tre dimensioni, pur essendo limitata non presenta distinzioni tra un “interno” ed un “esterno”.

Nella mente, immersa in quattro dimensioni ( le tre spaziali ed il tempo ) esistono realmente confini tra il mondo fuori e quello interno?